-

CON ENPA PER UN ETICO 2017
Mercoledì 8 e 15 marzo
vi aspettiamo al corso per balie e stallanti!
***
Domenica 26 marzo
mega evento con i bulldog inglesi al parco castelli
***
Domenica 21 maggio
mega evento al parco Nassirya
In cerca di casa

Gatti
Gatti

Cani
Cani

sabato 5 agosto 2017

Gli eventi estivi di ENPA Brescia


Agosto, tempo di vacanze e di relax... ma ENPA Brescia non va in vacanza e vi accompagna anche in questo caldissimo periodo!
Il nostro lavoro continua, per aiutare gli animali vittime degli abbandoni estivi e salvare ed accudire le centinaia di gattini che vengono abbandonati.

Potrete quindi trovare i nostri banchetti:
  •  Tutti i mercoledì sera alle Notti Bianche di Desenzano del Garda in piazza Giacomo Matteotti, dalle 19 alle 24 (fino al 13 settembre). Un bell'evento con musica dal vivo, negozi aperti e cene all'aperto, locali in festa, mercatini e artisti di strada nelle vie e nelle piazze del centro gardesano.
  • Dall’11 al 13 agosto alla Festa di Radio Onda d’Urto, a Brescia in zona capolinea metro Sant'Eufemia, dalle 19 alle 24. È il più importante evento musicale della provincia di Brescia, con artisti di ogni genere, mercatini e cibo per tutti i gusti.
  • Dal 26 al 28 agosto alla Fiera di Puegnago del Garda, un evento ormai consolidato del panorma gardesano, ricco di degustazioni, concerti, mostre e spettacoli dedicati all'olio e al vino. Ci troverete sabato 26 dalle 17 alle 24, domenica 27 dalle 10 alle 24 e lunedì 28 dalle 18 alle 24. 

I nostri volontari saranno sempre a disposizione per darvi tutte le informazioni di cui avete bisogno in merito ai nostri amici a 4 zampe e non solo. Inoltre al banchetto troverete tutti i nostri gadget per sostenerci nell'aiutare gli animali meno fortunati!

Vi aspettiamo numerosi!

domenica 16 aprile 2017

ENPA Brescia sostiene Telefono Azzurro



In Italia non si vedono, ma sono tanti i giovani e giovanissimi che subiscono violenza fisica e psicologica. Si tratta di un fenomeno molto grave e diffuso per cui l'ascolto e la tempestività di intervento sono fondamentali per aiutare chi lo subisce. Telefono Azzurro ascolta ogni giorno, 24 ore su 24, il dramma delle vittime di abuso attraverso la linea d'ascolto 1.96.96, offrendo loro un sostegno e intervento immediati.

Per sostenere le spese di questo indispensabile servizio, Telefono Azzurro lancia “FIORI D'AZZURRO. Coltiva il seme del rispetto. Scegli un fiore contro gli abusi”.

Contro questa vera piaga sociale scende in campo anche la sezione di Brescia di ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali): tutto il ricavato andrà a Telefono Azzurro, i volontari ENPA Brescia presteranno il loro servizio per sostenere un’altra causa in cui credono.

Dove trovarci?
Sabato 22 aprile in Corso Zanardelli nel pomeriggio
Domenica 23 aprile in corso Zanardelli nella mattinata

Per maggiori informazioni: http://www.nonstiamozitti.azzurro.it/fiori-dazzurro/

venerdì 31 marzo 2017

Il più grande raduno amatoriale di Bulldog Inglesi d'Italia: ENPA Brescia racconta

Foto tratta da Bausocial.it



“Il più grande evento di sempre!” Questa la entusiasta dichiarazione degli organizzatori della Giornata dedicata ai bulldog, “Brescia coi Bulli”, che ha visto la partecipazione di circa 210 bulldog inglesi accorsi all’invito del Club dei Bulldog Inglesi Lombardi. Hanno partecipato cani provenienti dalle province di Bergamo, Como, Verona, Cremona, Piacenza e naturalmente anche di Brescia che hanno sfidato il maltempo (che è stato clemente, nuvoloso ma niente pioggia fino alla fine dell’evento) per riunirsi e conoscersi. “Brescia coi Bulli” ha avuto il patrocinio del comune di Brescia ed è stato seguito con simpatia e interesse anche dai media (quotidiani e televisioni locali).

“Brescia coi Bulli” è stato però anche un evento di solidarietà che ha visto la raccolta di offerte a favore di EBRI (English Bulldog Rescue Italia), una associazione che si occupa del salvataggio di bulldog inglesi in difficoltà, e naturalmente anche di ENPA ONLUS Sezione di Brescia che si occupa del salvataggio di tutti gli animali in difficoltà. Gli appassionati di ‘bulli’ hanno apprezzato la presenza di ENPA Brescia, mostrandosi sensibili e generosi nell'aiuto verso gli animali meno fortunati! E il loro aiuto sarà fondamentale per portare avanti sterilizzazioni, cure veterinarie, campagne di sensibilizzazione, lotta ai maltrattamenti e molto altro ancora.

venerdì 10 marzo 2017

Il decalogo delle ragioni "dalla parte del lupo"


Comunicato stampa nazionale del 2 marzo 2017

Le Associazioni da sempre schierate a difesa dei lupi hanno raccolto in un decalogo le principali ragioni in favore della necessità di proseguire nel percorso di tutela che da 46 anni impone nel nostro Paese il divieto di uccidere anche un solo lupo. Inviato ai Presidenti di Regioni che presto torneranno ad esprimersi sul "Piano Lupi", il decalogo riporta la posizione dei maggiori ricercatori mondiali sul lupo, unanimi nel sostenere che le uccisioni non comportano alcuna diminuzione delle predazioni.

In questo senso si sono già espressi undici Presidenti di Regione, che hanno pubblicamente preso posizione contro la possibilità di uccidere i lupi, sostenuta solo dal Ministro Galletti e dagli allevatori.
Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia: uno schieramento di schiacciante maggioranza, che rappresenta più del 70% dei cittadini italiani all'interno della Conferenza delle Regioni, e che avrà come conseguenza lo stralcio del capitolo III.7 dal Piano Lupo, quello che dispone gli abbattimenti in deroga al regime di protezione imposto dalla Direttiva Habitat.

Un chiaro NO agli abbattimenti, nessuno spazio a ripensamenti sul Piano Lupo, ribadito ieri anche dal Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, sulla sua pagina Facebook, in risposta ad un messaggio inviato dalla sede LAV di Pescara.
"Siamo molto felici per il segnale che ci arriva dall'Abruzzo, una Regione che da tempo ha dimostrato concretamente che la convivenza con i lupi è possibile", affermano le Associazioni LAV, ENPA, LIPU, LAC, LNDC, ANIMALISTI ITALIANI, LEIDAA.
D'altra parte, nessuna positiva correlazione è riscontrabile tra uccisioni di lupi e calo delle predazioni: un'evidenza scientifica indirettamente confermata anche dallo stesso Ministro Galletti, strenuo sostenitore degli abbattimenti, quando afferma che ogni anno almeno 300 lupi cadrebbero vittime dei bracconieri. Uccisioni che però non comportano alcuna riduzione delle proteste degli allevatori.

"La deroga - fortemente voluta dal Ministro dell'Ambiente - alla rigorosa protezione del lupo che l'Europa  ci impone, è una misura ingiusta, sbagliata e pericolosa per le conseguenze che avrebbe sulla popolazione dei lupi, già tanto ridotta. Una misura fieramente avversata dagli italiani, come dimostra la grande mobilitazione, che prosegue  in difesa di un animale che è anche simbolo della natura del nostro Paese" concludono le Associazioni, determinate a non abbassare la guardia su quella che ha ormai assunto i caratteri di una fondamentale battaglia di civiltà.

giovedì 9 marzo 2017

Sì al circo SENZA sofferenza!



State pensando di recarvi a vedere uno spettacolo circense? Bellissima idea… se si tratta di un circo che non sfrutta il dolore e la sofferenza di tanti animali costretti a comportamenti del tutto innaturali. 

L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha lanciato da tempo una campagna a favore di un circo senza animali. “Del divertimento neanche l’ombra”, una condanna senza appello dell’utilizzo di animali nel circo. Lasciare credere agli spettatori, bambini e adulti. che sia normale vedere un elefante tenere in equilibrio una palla sulla proboscide, una tigre saltare in un cerchio o una scimmietta vestita da pagliaccio è una falsità: nulla potrebbe esserci di più innaturale.
Dietro all’uso degli animali nei circhi ci sono maltrattamenti, sofferenze e violazioni di leggi che ENPA desidera eliminare in favore di un vero divertimento senza dolore. Non una guerra al circo, una guerra alla sofferenza nel circo.

Ovviamente esistono circhi che rispettano la legge e nei quali gli animali non vengono maltrattati, ma il problema esiste. Spesso i circhi sono un luogo dove gli animali sono tenuti prigionieri e forzati a una vita che non è nemmeno l’ombra di quello che avrebbero in natura.
ENPA conferma il proprio sostegno al circo senza animali con lo spettacolo degli acrobati, dei giocolieri, dei maghi e dei saltimbanchi: nulla a che vedere con la violenza, la sopraffazione e le forzature proprie dei circhi con animali.

SOSTENERE UN CIRCO CON ANIMALI È SOSTENERE LA SOFFERENZA!

mercoledì 8 marzo 2017

Bulldog Day al Parco Castelli Domenica 26 Marzo!



Dopo il successo dell’edizione bergamasca di ottobre e di quella natalizia di Milano i vari bulldog, provenienti da tutto il nord Italia e dalla Svizzera, si raduneranno a Brescia per la tredicesima edizione del celebre #BulldogDay. Vi aspettiamo tutti domenica 26 marzo dalle 15.00 alle 17.00 all’interno dell’area cani del Parco Castelli, area attrezzata adiacente allo stadio Rigamonti.

Lo scopo dell’iniziativa è raccogliere fondi a favore di EBRI (associazione che si prende cura dei bulldog meno fortunati) e di ENPA Brescia, oltre che passare un pomeriggio all’aria aperta divertendosi coi simpatici ‘bulli’. L’evento è organizzato dal CBIL (Club dei Bulldog Inglesi Lombardi), sostenuto da ENPA Brescia e patrocinato dal Comune di Brescia.

Nel corso dell’evento sarà presente il nostro banchetto informativo dove sarà possibile conoscere i volontari, darci una mano acquistando qualcuno dei nostri gadget, informarsi sulle campagne in corso e molto altro.

ENPA Brescia ricorda anche che il valore di un cane non si misura dalla razza, ma dalla gioia e dall’amore che qualsiasi amico a quattro zampe è sempre in grado di dare!

giovedì 2 marzo 2017

Ti piacciono i micetti? Corso per balie e stallanti Enpa Brescia!

La Sezione di Brescia dell’Ente Nazionale Protezione Animali ha organizzato nelle serate di mercoledì 8 e mercoledì 15 Marzo un corso tenuto dalla veterinaria Dott.ssa Cristina Magri dedicato a balie e stallanti.

Anche quest’anno, con l’arrivo delle prime cucciolate, infatti, potrebbero essere molti i gattini orfani o abbandonati che avranno bisogno di cure nel loro primo periodo di vita e, in particolare, di essere seguiti nello svezzamento in mancanza della mamma.
Lo svezzamento è una fase cruciale per la sopravvivenza ed il corretto sviluppo sia fisico sia emotivo dei cuccioli. Per chi se ne prende cura può essere molto gratificante, ma richiede anche un certo impegno dato che in quel periodo i gattini dipendono completamente dalla mamma e la sua sostituzione non riguarda solamente l’allattamento ma deve ricoprire una serie di altre funzioni legate, per esempio, alla termoregolazione e alla stimolazione per fare i propri bisogni.
Inoltre, dalla nascita allo svezzamento qualsiasi cucciolo è estremamente vulnerabile e delicato, per cui è necessario acquisire delle chiare e precise nozioni su come prestare il primo soccorso ai gattini e su come proseguire poi con lo svezzamento.

Gli incontri, quindi, si propongono di preparare chi è interessato a questa esperienza, trattando argomenti come l’allattamento nelle sue varie modalità, le differenze fra l’allattamento naturale e quello artificiale, la durata e la gestione dello svezzamento, le precauzioni necessarie da prendere, i rischi in cui incorrono i gattini neonati e come affrontarli per garantirne la salute.

L’iscrizione al corso ha un costo di 15€ per i non associati, mentre è gratuita per i soci, ma verrà data la possibilità di associarsi durante le serate stesse del corso.
In questo caso, con 25€ i partecipanti potranno non soltanto seguire gli incontri ma anche dare un contributo per supportare l’associazione.

Sperando in una numerosa partecipazione, vi aspettiamo mercoledì 8 Marzo alle ore 20.30 presso la Sala civica del Villaggio Sereno, Trav. 12° 58/A.
Per iscriversi al corso o per ricevere maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci all’indirizzo brescia@enpa.org

lunedì 6 febbraio 2017

Elogio alla (frustrante) indomabilità del Gatto


Di questi tempi è sufficiente navigare distrattamente in internet per capire che proprio loro, questi piccoli felini, ne sono diventati dei protagonisti. Gattini impazzano in ogni dove e spesso vengono utilizzati in modo più o meno ironico per trasmettere sensazioni positive come dolcezza e tenerezza.

Questa rappresentazione, però, non corrisponde del tutto all’idea del gatto nell’immaginario comune, soprattutto se considerato come animale domestico e soprattutto se paragonato all’altro animale domestico per eccellenza, il cane.  Del cane, infatti, sono più note e molto più riconosciute le caratteristiche, mentre il gatto è ancora percepito come in un certo senso distante dall’uomo. I padroni dei cani ne decantano la fedeltà, l'obbedienza (più o meno), l’attaccamento incondizionato e l’empatia verso le proprie emozioni senza contare, ovviamente, quello sguardo che nessun altro animale (e probabilmente nemmeno nessun umano) ti rivolgerà mai. In più, al di là della sfera più affettiva, è innegabile anche l’utilità del cane per l’uomo, basti pensare all’aiuto che offrono nelle attività sociali nel caso, per esempio, del supporto alle persone con disabilità e nelle situazioni critiche, come la ricerca di sopravvissuti nei disastri naturali.

E i gatti invece? Quale padrone di gatto non si è mai trovato a doverlo difendere in questa battaglia, cercando argomentazioni ugualmente valide ma trovandosi presto un po' nel panico perché quelle che vengono in mente riguardo all’utilità, per non parlare riguardo alle dimostrazioni di affetto, sono ben poco convincenti. Quindi, nonostante il loro aspetto pacioso e batuffoloso sia comunque disarmante per i più, tende a prevalere la diffidenza verso la loro essenza più selvatica ed indomabile. I gatti passano per dei ruffiani che, se va bene, “si affezionano alla casa” o al cibo facile; sono quelli che invece di correre via con la coda fra le zampe ti guardano con sufficienza quando li sgridi per qualche disastro che hanno combinato e quelli che non ti darebbero la zampa a comando nemmeno in cambio del più prelibato boccone.

La realtà è che, al di là delle specifiche caratteristiche etologiche dei gatti che possiamo considerare più o meno affini al nostro modo d’essere, il rapporto tra gatto e umano si basa sul tempo. Ciò sembra essere comprovato da un recente studio condotto presso la Oakland University in Michigan, secondo cui i gatti sono in grado di interpretare le emozioni dei propri padroni e, soprattutto, lo imparano progressivamente. Lo studio, il primo di questo genere che ha portato a prove convincenti, consisteva nell’osservazione del comportamento di 12 gatti con i rispettivi padroni prima e con degli estranei poi. In entrambi i casi le persone dovevano mostrare segni di contentezza e di irritazione, in particolare attraverso delle espressioni del volto come il sorriso o la fronte corrucciata. Con i padroni sorridenti, i gatti tendevano ad assumere comportamenti positivi (facendo fusa, strofinandosi o accoccolandosi in braccio) e a passare più tempo in loro compagnia rispetto a quando si trovavano di fronte ad un padrone di cattivo umore. Con gli estranei, invece, i gatti tendevano ad assumere comportamenti positivi nella stessa misura, sia che la persona sorridesse sia che fosse irritata. Quello che lo studio suggerisce, quindi, è che i gatti siano più in sintonia con le emozioni umane di quanto si pensi; insomma, sanno comprendere quando siamo felici e quando no. Non c’è da illudersi, ciò non significa che provino empatia. Tuttavia, dimostra che non sono indifferenti ai nostri stati d’animo e, oltretutto, li sanno distinguere e capire attraverso i nostri gesti, solo che tutto ciò lo imparano man mano che il rapporto con l’umano si approfondisce. Il tempo (e la nostra pazienza), infatti, premia e il fatto che il loro affetto per noi non sia immediato non significa che sia meno solido, tutt'altro.

Tutto sommato, quindi, lo studio sembra offrire una speranza ai padroni di questi schizzinosi, incuranti e indomabili mini-felini: sotto sotto anche loro si interessano a noi.

Il tempo, inoltre, gioca quindi un altro ruolo importante, soprattutto nella comparazione cane-gatto. Se le conclusioni raggiunte in questo studio, infatti, sono innovative per quando riguarda i gatti, per i cani invece quelle caratteristiche sono scontate già da un pezzo e sono, infatti, il cavallo di battaglia dei loro padroni. Il fatto è che i cani sono stati addomesticati molto prima dei gatti. Secondo studi genetici, il processo di addomesticamento dei cani è cominciato circa 30 mila anni fa mentre quello dei gatti circa 10 mila anni fa. Questo significa che l’apparente minor distanza nel rapporto fra cane e uomo rispetto a quello fra gatto e uomo potrebbe essere spiegato con il fatto che il cane ha avuto più tempo per adattarsi a noi umani e al nostro modo di vivere.

Magari, tra qualche migliaio di anni, anche i gatti diventeranno matti quando ci vedranno arrivare, ci guarderanno con dolcezza disinteressata e ci seguiranno appena ci allontaniamo di un passo. Solo che per ora, ancora, non ne hanno voglia.


F.R. - Volontaria Enpa Brescia

mercoledì 18 gennaio 2017

In vigore il divieto europeo per le 'tartarughine' nordamericane



Si è atteso quasi due anni da quel 22 ottobre 2014, giorno in cui sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea si chiedeva a tutti i paesi membri di stilare entro il 1 gennaio 2015 un elenco delle specie esotiche invasive, senza distinzione tra animali, vegetali, funghi o microrganismi.


L’elenco, in applicazione al regolamento UE 1143/2014 articolo 7, presenta le specie esotiche invasive valutate rischiose per la flora e la fauna autoctone. Tra le tante specie elencate, risulta inclusa anche la tartaruga americana trachemys scripta. A partire dal 3 agosto quindi per tutte le specie definite invasive sarà:


▪ vietata la riproduzione 

▪ vietato il trasporto

▪ vietato l’acquisto, la vendita e lo scambio e la detenzione

▪ vietato il rilascio

▪ vietato l’allevamento


Per coloro che possiedono già una trachemys scripta sarà possibile continuare a tenerla fino alla fine del ciclo vitale, ma dovrà essere tenuta in condizioni tali da non permetterne la riproduzione e bisognerà dimostrare di averla da prima del 13 luglio 2016. Non sono tuttavia state ancora definite né le sanzioni, né le modalità per dichiarare il possesso di una o più trachemys scripta: per ora non sono ancora previste pene pecuniarie o di altra forma. 

In ogni caso, per tutelarsi, si può cominciare ad inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC (Posta Elettronica Certificata) all’ufficio CITES della provincia di residenza (non al Corpo Forestale, in quanto soppresso e non di loro competenza); in tale comunicazione va inserito un fac-simile della dichiarazione seguente:



Il sottoscritto (…)

nato a (…), il (…)

in riferimento al Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/1141 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 14 luglio

dichiara di essere attualmente in possesso di (inserire il numero) esemplari di trachemys scripta (se si conosce il sesso di ogni esemplare, specificarlo), acquistati prima del 13 luglio 2016.


Aspettando un modello per effettuare una dichiarazione ufficiale,

saluto distintamente.

Data 



Due ulteriori consigli:

Non abbandonare le tartarughe: oltre a creare un danno enorme al nostro ecosistema, l’articolo 727 del Codice Penale punisce gli abbandoni con multe dai mille ai 10mila euro e, a discrezione del giudice, anche con detenzione fino ad un anno. Inoltre, si è parlato di un piano per la soppressione indolore delle specie invasive (come già avvenuto in passato) e quindi la tartaruga potrebbe ritrovarsi tra quelle soppresse.

Non comprare più trachemys scripta: è infatti ancora possibile trovarle nei negozi poiché i negozianti hanno due anni di tempo per finire le ‘scorte’. In generale, ENPA raccomanda di non comprare mai animali in negozi (o altrove) ma ricorrere ad adozioni.

martedì 10 gennaio 2017

Un recupero dal sapore d'avventura

"Ventimila leghe sotti i mari”.  Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente quando una gentile signora ha aperto la porta che scende per due piani sotto terra fino alle cantine di un palazzo nel Centro di Brescia…
Una storia come tante per Enpa Brescia. Una signora chiama in sede, segnala che da un paio di settimane c’è un gatto intrappolato nel vano cantine del palazzo vicino,  che ha cercato di recuperarlo ma non sa come fare e chiede l’aiuto dei volontari  di Enpa Brescia.
Si attiva subito il tam tam telefonico: chi può dare un’occhiata? Chi è in zona? Ok, volontaria trovata si parte!
Così inizia la mia avventura. Vado a trovare la signora che nonostante la fragilità dell’età e la titubanza mi racconta di come si è accorta dei lamenti felini, del possibile “abbandono volontario”dell’animale, e di come, nonostante le perplessità dei vicini, abbia cercato di nutrire il gatto  ed ora voglia  per lui la libertà ed una nuova vita.
Mi indica la strada, guardo le scale immerse nel buio, inspiro a fondo come prima di un tuffo, e scendo una, due, tre rampe di scale sotto terra. Lì, sul fondo di una porta chiusa a chiave, guardando  a lungo nell’oscurità,  infilo titubante il braccio, allungo il cellulare e scatto foto con il flash cercando di trovare un segno, una prova tangibile della presenza felina.
Improvvisamente, dopo quasi mezz’ora e  decine di foto che immortalano solo pareti nere, due fanali di luce appaiono come un lampo…  “la creatura” finalmente palesa la sua esistenza. Mi alzo di scatto  come avessi visto un fantasma,  poi rassicuro la signora con una risata liberatoria.
Si fanno le considerazioni  di dovere come in un telegramma: il gatto c’è, intrappolato ma  momentaneamente al sicuro,  bisogna attivarsi per il recupero per  il giorno successivo. Si preparano trasportino, teli, guanti, gabbia-trappola e ovviamente l’esca perfetta per la missione: una gustosissima scatoletta di sfilaccini di tonno!
Si chiama l'amministratore del palazzo e si fissa un appuntamento per aprire la proprietà privata. Entriamo nella stanza e una massa pelosa “bianca e nera” o meglio “grigio e nera” ci scappa tra le gambe e si infila in una vecchia stufa di ghisa. Dopo l’aiuto provvidenziale di un idraulico e numerosi  sforzi e tentativi  infruttuosi per estrarlo incolume (mai pensare che la potenza  umana possa  vincere sull’istinto di sopravvivenza) si decide di posizionare la gabbia trappola  con  dentro una ciotola di cibo  ed aspettare che “la creatura” si calmi, abbocchi all’esca e si rifugi, da sola al suo interno.
Dopo qualche  ora torno  a controllare...  Alla luce fioca di una lampadina, in fondo ad uno stretto corridoio, rannicchiato nella gabbia, due occhi sbarrati e uno sguardo da killer mi fissano: uno splendido, spaventatissimo, sporchissimo micione!
Il veterinario è già stato allertato ed aspetta solo lui: visita completa,esami e interventi di routine…e soprattutto una bella lavata!
Lo lascio alle cure sapienti del veterinario e lo saluto sussurrandogli una personale benedizione. Benvenuto a bordo “capitano Nemo”… sei stato un recupero impegnativo ed avvincente e la tua nuova avventura comincia da qui!
Nemo  sta bene, è un gatto giovane, sano, negativo fiv-felv ed ora pure sterilizzato. È Visibilmente provato dalla lunga prigionia ed avrà bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi alla presenza umana ed alla vita domestica ma visto lo spirito ed il carattere determinato siamo certi che entro breve troverà dei “compagni d’avventura”che sapranno prendersi cura di lui  e lo  proteggeranno per tutta la vita.
Buona fortuna Nemo!

L.B. - Volontaria Enpa Onlus sezione di Brescia